In questa
pagina vengono descritti il più sinteticamente possibile,
gli elementi psicologici che possono
aiutare il soggetto stesso, o i familiari, a riconoscere un
Disturbo Alimentare. Ovviamente, per quanto utili, non vanno
considerati rigidamente.
Per diagnosticare una Anoressia le caratteristiche che
devono essere contemporaneamente
presenti sono essenzialmente le seguenti:
- Rifiuto di
mantenere il proprio peso ad un livello minimo di almeno
l'85% del peso previsto sulla base delle proprie
caratteristiche costituzionali.(vedi tabella per calcolare
il proprio Indice di Massa
Corporea)
- Forte paura di
recuperare il peso perduto,anche in presenza di una evidente
denutrizione e di sintomi fisici.
- Alterazione dei
vissuti relativi al peso ed il proprio corpo. il soggetto si
trova costantemente "troppo grassa", al di là di ogni
evidenza (dismorfofobia), e manifesta un bisogno ossessivo
di controllare la forma ed il peso del proprio corpo, spesso
accompagnata da esagerata attività fisica e sportiva, anche
a costo di danni fisiologici evidenti.
- Amenorrea (assenza
del ciclo mestruale) che dati da almeno tre mesi.
Tipicamente l'anoressia si
sviluppa in età adolescenziale, il motivo di innesco spesso è
l'inizio di una dieta, che poi prosegue in modo sempre più
ferreo. Ma in molti casi l'esordio avviene in concomitanza di
un trauma, in particolare di fronte a eventi che assumono un
significato di distacco: un lutto,
la rottura di una relazione, l'allontanamento di un familiare,
un viaggio...
In termini generali gli elementi
che caratterizzano la personalità anoressica sono: il perfezionismo(cura minuziosa dei
dettagli, forte orientamento ai risultati,in particolare
quelli scolastici), il controllo
(razionale) ed il distacco
emotivo. Evidentemente questi elementi sono solo la
struttura esteriore (..o se vogliamo, una forma esterna di
adattamento), che nasconde una estrema fragilità ed uno scarso
senso di autostima.
Classicamente si distingue
l'Anoressia Restrittiva da quella con Condotte
Compensatorie.
La prima, la forma più pura, è
quella in cui in cui il soggetto rifiuta in modo costante il
cibo e riduce al minimo gli alimenti; nella seconda invece si
presentano fasi di assunzione di cibo, alle quali seguono
comportamenti di eliminazione (Vomito, uso di
lassativi).
In realtà le forme restrittive
sono piuttosto rare, e nella maggior parte dei casi dopo
qualche mese il ricorso alle condotte compensatorie è sempre
più frequente. Questo semplicemente perchè, nonostante
l'ostinazione, a lungo andare la fame prende il
sopravvento.
Per diagnosticare una Bulimia le caratteristiche che devono
essere contemporaneamente presenti
sono invece le seguenti:
- Abbuffate con
frequenza almeno settimanale, in cui vengono consumati
alimenti in quantità decisamente superiori alla media, e che
comuque vengono a Una abbuffata di solito si accompagnate
dalla sensazione di non riuscire più a fermarsi una volta
che si è iniziato a mangiare.
- Presenza di
comportamenti rivolti a compensare le abbuffate e ad
impedire il conseguente aumento di peso: tra queste il
vomito autoindotto, l'abuso di farmaci lassativi e
diuretici, l'attività fisica esagerata.
- L' autostima e la
fiducia in sé stessi sono legate quasi esclusivamente
all'aspetto fisico e al peso corporeo.
Gli
elementi che caratterizzano la personalità bulimica sono la dipendenza, la scarsa auto-stima,
l'impulsività.
Probabilmente la caratteristica
che differenzia maggiormente il comportamento della bulimica
da quello dell'anoressica è il
rapporto con il sintomo: se quest'ultima lo difende quasi
con ostinato orgoglio, la Bulimica vive con ansia il suo
disturbo, ma non è in grado di gestirlo. E questo
auto-alimenta il circolo vizioso della bassa
autostima.
La letteratura degli ultimi anni
tende a distinguere Il Binge Eating
Disorder, ovvero Disturbo da Alimentazione
Incontrollata.
In estrema sintesi questa sindrome
presenta abbuffate simili a quelle presenti nella Bulimia,
oppure frequenti pasti nel corso della giornata.
A differenza delle Bulimia però in
questi soggetti non si assiste a manovre compensatorie, tanto
è vero che che i BED evolvono quasi sempre verso forme di
obesità.
Da un punto di vista più
strettamente psicologico, le abbuffate e le ricorrenti
assunzioni di cibo non mostrano il carattere di incontrollata
impulsività, tipiche della Bulimia, e ad esse è accompagnato
più un senso di Vergogna che di Colpa.
In ogni caso,al di là dei criteri
legati al peso o alle caratteristiche psicologiche, l'elemento
che deve far emergere il sospetto che ci trova di fronte ad
uno dei disturbi appena descritti, è che il soggetto ha perso il controllo sul cibo ed il suo
comportamento alimentare sfugge alla propria
volontà!
Nelle condotte
Anoressico/Bulimiche il soggetto non riesce a mangiare oppure
a smettere di farlo, anche se ha fame oppure si sente ormai
sazio.
E' vero che molto spesso il
livello di auto-consapevolezza in questi disturbi è molto
bassa (con particolare riferimento all'Anoressia). Ma anche se
il soggetto è convinto che la propria condotta sia normale,
fino a considerarla con orgoglio, anche se ha difficoltà ad
ammetterlo e lo nasconde in tutti i modi al mondo esterno, una
parte di sè si rende conto che il proprio rapporto con il cibo
è innaturale, ed anche se volesse non riuscirebbe a mangiare
in modo equilibrato.
D'altra parte...se hai problemi
con il cibo, e sei arrivata a leggere queste pagine, vuol dire
che con ogni probabilità il primo passo verso la
consapevolezza è stato già fatto.
Da queste malattie si può guarire,
ma senza dubbio il processo di guarigione è complesso,
insidioso e
non-lineare. |